Adda

Una panoramica

Un fiume spettacolare che attraversa un territorio ricco di paesaggi naturali unici e di panorami mozzafiato ricchi di montagne, castelli, chiese, opifici, luoghi del lavoro, opere d’ingegneria.

L’Adda è il più lungo affluente del Po. Nasce sulle Alpi Retiche e dopo un lungo viaggio tra valli e laghi raggiunge la pianura fino al grande fiume.

È in particolare il tratto che da Lecco arriva fino a Cassano d’Adda a essere ricco di luoghi di interesse storico, paesaggistico e culturale.

L’Adda ha saputo ispirare molti artisti tra cui Alessandro Manzoni che ne fa una protagonista nei Promessi Sposi.

Anche Leonardo da Vinci, che ha passato molto tempo nei pressi dell’Adda, l’ha celebrata nei suoi lavori. Ha infatti riprodotto il fiume in alcuni disegni e ha lasciato studi sulle “acque”. Alcuni critici ritengono che l’Adda abbia fatto da sfondo anche a certi suoi celebri dipinti.

Lungo le rive dell’Adda crebbero mulini, ruote, canali di derivazione, stabilimenti. Tracce del lavoro dell’uomo che si possono scorgere anche oggi. La Rivoluzione Industriale alimentò la fame di energia elettrica. Lungo il tratto dell’Adda nacquero numerose centrali idroelettriche, alcune di grande pregio architettonico, come la Taccani di Trezzo sull’Adda, non a caso voluta dai Crespi.

Lungo il suo percorso si incontrano anche i segni delle popolazioni che si sono combattute per controllare i luoghi strategici: guadi, porti, alture, canali irrigui.

Ecco quindi spuntare castelli come quello di Vercurago, di solito considerato abitato dall’Innominato di manzoniana memoria, quello di Brivio, quello di Trezzo sull’Adda e quello di Cassano d’Adda.

Rilevanti sono anche i siti legati alla religione, come, ad esempio, chiese, monasteri, santuari.

www.isolabergamasca.org
www.parcoaddanord.it
www.visitadda.com

I promessi sposi

A parte il famoso incipit incentrato sulla descrizione del lago, che ricorda un movimento di macchina cinematografico, il fiume Adda è tra i protagonisti del romanzo.

Al tempo della vicenda del romanzo l’Adda stabiliva per un buon tratto il confine naturale tra il Ducato di Milano e il territorio della Repubblica di Venezia.

Nel capitolo VIII un barcaiolo raccoglie i tre fuggitivi nel punto in cui il Bione sfocia nel lago e li trasporta sulla riva destra dell’Adda.

Nel capitolo XVI Renzo, all’osteria di Gorgonzola, chiede al locandiere quanto sia distante l’Adda e si sente rispondere che mancano ancora sei miglia da lì ai punti in cui normalmente si può passare il fiume, ovvero Cassano e la chiatta di Canonica (capitolo XVI).

Nel capitolo successivo Renzo si addentra nella bosco vicino al fiume non lontano da Trezzo d’Adda. Non tenta il guado dato che sa avere una corrente molto forte e insidiosa. Il giorno dopo riesce a superarlo grazie all’aiuto di un pescatore.