Daniele Crespi

Daniele nasce il 27 aprile 1878, 10 anni dopo il fratello Silvio, pochi mesi prima che lo stabilimento inizi la produzione. Si laurea in giovane età, in chimica industriale. La specializzazione lo porta a lavorare presso l’opificio paterno, soprattutto nello sviluppo di processi come la mercerizzazione e il candeggio.

Quando Silvio fa edificare il reparto tintoria è proprio a lui che lo affida. Daniele si adopera per scoprire metodi innovativi che mirino a tenere alto il nome con cui i Crespi sono conosciuti – i Tengitt, i tintori.

Nel 1908 diventa deputato, carica che manterrà per due legislature.

Cristoforo e Silvio amano l’arte, la bella vita, la compagnia di alcune personalità di rilievo, le feste mondane. A tali piacevolezze Daniele aggiunge un’inclinazione per il gioco, le corse in auto e, soprattutto, per gli azzardi in borsa e negli affari. La quantità di denaro che scialacqua è ripianata da Cristoforo che preleva dalla cassa aziendale più e più volte fino a creare gravi ammanchi.

Anche Silvio va in soccorso del fratello dopo che ha fondato una società per le conserve alimentari fallita in breve tempo. Tuttavia quando intuisce che i guai provocati da Daniele possono condurre alla rovina dello stabilimento e del villaggio, individua una suddivisione ereditaria, denominata ante mortem de cuius, con cui estromette Daniele dagli affari.

Vistosi messo da parte, Daniele minaccia il suicidio senza mai portare a termine il proposito. Pur riformato alla leva, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale parte volontario nel corpo degli alpini.

Le sue azioni in battaglia gli consentono di ottenere parecchie medaglie al valore militare e il grado di Tenente Colonnello.

Alla fine del conflitto si fa promotore dell’Associazione Nazionale Alpini.

Le ferite riportate lo tormenteranno per il resto dell’esistenza e lo costringeranno a lunghi periodi di riposo in Valmalenco, provincia di Sondrio, dove morirà il 20 febbraio 1944.