Declino e rilancio

1952-2013

La crisi

Il 1952 segna la crisi del modello Canto. Le perdite sono considerevoli e l’anno successivo così elevate che l’azienda è costretta a una amministrazione controllata.

Il settore tessile paga sempre meno, i lavoratori sono incentivati da salari migliori in altri campi e se ne vanno. Piano piano anche i servizi a carico dell’azienda vengono lasciati nella mani del Comune e ai privati.

Michele Bagnarelli

Bruno Canto cerca finanziatori per risollevare le sorti della S.T.I. e ne trova uno in Michele Bagnarelli con cui già è in affari nel settore immobiliare. La situazione a Crespi sembra risollevarsi, ma il 20 febbraio 1957 Canto muore in un incidente stradale.

È Bagnarelli ora a controllare la società. Da qui in avanti inizia il distacco lento ed inesorabile tra fabbrica e villaggio. È soprattutto la gestione dei servizi a pesare sulle spalle della ditta che, infatti, preme perché siano gli abitanti a occuparsene. La Cooperativa di Consumo diventa l’organo scelto per gestire tutto ciò che concerne la vita comunitaria.

Il boom economico

Il periodo del boom economico viene vissuto a Crespi con una notevole mobilità del lavoro. La tecnologia avanza e a Crespi l’architetto Elviro Bergonzo costruisce un edificio molto rigoroso dove viene alloggiata la centrale di condizionamento. Il calore elevato degli ambienti lavorativi viene finalmente mitigato.

Alla soglia degli anni Settanta la società naviga ancora in acque poco tranquille e nel 1970 viene acquisita dalla Manifattura Rossari e Varzi. Cinque anni più tardi lo stabilimento si stacca dal villaggio e le case vengono vendute ai privati.

Legler

Nel 1976 la Legler acquisisce lo stabilimento, incentivando la produzione del denim. Nel 1989 il Gruppo Polli acquisisce la proprietà.

UNESCO

Il 5 dicembre 1995 Crespi d’Adda viene iscritto ai siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Chiusura

  Il 20 dicembre 2003 lo stabilimento chiude.

Gruppo Percassi

 Nell’ottobre del 2013 la società Odissea, facente parte del Gruppo Percassi, acquista lo stabilimento. Il futuro è ancora da disegnare.