Leonardo da Vinci

Tra scienza e arte

Leonardo da Vinci visse nei pressi dell’Adda, la disegnò più volte e ne fece il cuore di alcuni studi su navigabilità e altre problematiche legate alle “acque”.

Quindi da un certo punto di vista l’occhio con cui la guarda sembra più scientifico, eppure molti esperti credono di riconoscere il fiume lombardo negli sfondi di alcuni suoi dipinti.

Villa Melzi d’Eril - Vaprio d'Adda

L’edificio svetta dominando il giardino che, con ampi terrazzi, digrada verso il naviglio della Martesana e il fiume. Leonardo Da Vinci è ospite della famiglia Melzi in più occasioni.

Durante questi soggiorni concepisce alcuni disegni legati ai problemi di navigabilità dell’Adda e a congegni idraulici di svariata natura e utilità.

Naviglio di Paderno - Paderno d'Adda

Leonardo lavora anche al Naviglio di Paderno. Realizza una serie di disegni tra cui una veduta della media valle del fiume – dal lago all’inizio della Martesana – in cui indica un modo per collegare il fiume in corrispondenza della gola di Paderno.

Il via ai lavori viene dato da Francesco Sforza I nel 1516, ma l’opera viene portata a compimento quasi tre secoli dopo, sotto Maria Teresa d’Austria, e inaugurata nel 1777.

Inoltre, in corrispondenza dell’ansa di Trezzo sull’Adda, Leonardo disegna un altro canale che si dirama verso la pianura milanese per irrigare un ampio territorio a nord della Martesana.

Traghetto di Leonardo - Imbersago

E così chiamato poiché è uguale in tutto e per tutto a quello di un disegno del genio di Vinci del 1513.

Ospite di Francesco Melzi, a Vaprio d’Adda, Leonardo disegna il traghetto de “la canonica” con la fune tesa tra le due sponde, ritratto mentre attraversa il fiume con un carico di bestiame.

Tra Villa d’Adda e Imbersago, il disegno è divenuto realtà. Qui infatti sulle sponde del fiume, è stato teso un cavo d’acciaio, a cui è agganciato il traghetto. C’è un rudimentale timone per orientare l’imbarcazione, mentre, con l’uso di un bastone in ferro, si dà la spinta iniziale.

La traversata dura soltanto cinque minuti, ma vale la pena provare il brivido di salire su una macchina leonardesca.

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