Lessico famigliare

Acqua Industriale
Crespi è uno dei pochi, se non l’unico, paese in Italia ad avere due reti idriche – una potabile e una per uso industriale, adoperata quindi in fabbrica, per i bagni pubblici, per irrigare i giardini e per altre necessità quotidiane. Nella parte superiore del villaggio si trovavano due enormi vasche dove venivano convogliate le acque fluviali che restavano a decantare per eliminare fango e impurità prima di essere immesse nella rete idrica.

Bersò
È un breve tratto acciottolato con carpini su entrambi i lati, piegati ad arco, posati su un’armatura curvilinea che forma una galleria di verde naturale che conduce da via Progresso a via Stadium.

Cancelli rossi
Sono cancelli in ferro battuto con decorazioni floreali realizzati dal grande artigiano Alessandro Mazzucotelli. Abbelliscono l’ingresso di rappresentanza della fabbrica. Proprio di fronte fu collocato il busto di Cristoforo Crespi, poi posizionato sul prato in pendio vicino alla chiesa.

Ceppo dell’Adda
È un materiale tratto dalle cave situate sugli argini del fiume Adda, impiegato a Crespi ma anche nella centrale elettrica Taccani di Trezzo sull’Adda. Inoltre sono parecchi i palazzi e le chiese di Milano che presentano elementi in ceppo dell’Adda.

Gamba de lègn
Sopra il ponte in ferro che univa Capriate a Trezzo correvano le rotaie della linea ferroviaria Monza-Trezzo-Bergamo, rimasta in servizio fino al 1958. Una locomotiva a carbone si staccava dalla linea e percorreva il tratto di rotaie scendendo al cotonificio, trasportando soprattutto cotone grezzo. Il treno era chiamato “gamba de lègn”, visto che arrancava un po’, soprattutto in salita.

Palasòcc
Ovvero palazzotti. Sono tre edifici rettangolari molto semplici, di altrettanti piani, costruiti tra il 1877 e il 1878. Potevano ospitare fino a quattro famiglie per piano.

Pista
Pista sta per velodromo. Costruita appena fuori dall’abitato, era un anello in cemento che correva esternamente al campo da calcio. Era usato per corse ciclistiche di velocità o da traguardo per gare in linea, come “Il Giro della Bergamasca”. Segnalava tutta l’area del centro sportivo. Del resto lo sport era una delle attività promosse dai Crespi per il tempo libero degli operai. Tra le discipline in cui i crespesi eccellevano c’era il tamburello.

Poncia
Sta per punta e individua l’ultimo lembo di terra dove il fiume Brembo si getta nell’Adda, dietro il cimitero.

Règia
Ovvero “reggia”. Indica le basse recinzioni in metallo delle case che hanno ancora oggi un disegno a losanghe. In passato le staccionate erano fatte con materiale recuperato dagli imballi, le “regge” delle balle di cotone, in dialetto “règie”.

Scalù
Ovvero scalinata. Si tratta di un’ampia gradinata che sale dal paese al centro sportivo, ovvero la pista.

Scarisoeul
Lungo le strade, ai margini, correvano dei canali che favorivano il deflusso dell’acqua piovana. In dialetto erano detti scarisoeul.

Sciabai
Gli abitanti di Crespi erano chiamati sciabai – sciancati. In alcuni reparti le condizioni di lavoro erano particolarmente gravose a causa dell’alto tasso di umidità e di calore. Tale esposizione produceva effetti dannosi sulle giunture degli operai, che spesso soffrivano di malattie degenerative, da cui il nome.

Shed
Sono i tetti dei capannoni industriali disposti su un unico piano con il profilo seghettato, ai cui lati sono inserite ampie vetrate. Si tratta di un metodo di costruzione dei tetti che alterna parti vetrate, solitamente esposte a Nord, e parti opache.

Trambai
Andare al Trambai significava andare a Crespi. Così era chiamato il villaggio, il cui cuore lavorativo era costituito da macchine assordanti e in continuo movimento da cui il soprannome di “rumore”, tratto dal dialetto.